Pluralismo educativo, libertà di scelta delle famiglie e tutela del diritto di apprendere dei giovani senza subire alcuna discriminazione, questi alcuni dei temi su cui è stato interpellato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara al convegno “Presente e futuro della scuola paritaria, tra sfide e nuove opportunità”, svoltosi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore
L’evento, promosso da ALTIS Graduate School of Sustainable Management e dal CESEN, Centro studi sugli enti ecclesiastici e sugli altri enti senza fini di lucro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – con il patrocinio del Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica – ha inteso sviluppare una riflessione circa le prospettive future della scuola paritaria che, ancora oggi, sconta pregiudizi e critiche in merito al proprio ruolo all’interno del sistema educativo italiano. Il prof. Vito Moramarco, Direttore di ALTIS, ha introdotto i lavori della giornata:
Le scuole paritarie sono imprese che svolgono un ruolo cruciale sia per il destino dei loro allievi, sia per l’intera collettività: ciò che viene prodotto è un servizio di interesse collettivo, di interesse pubblico, alla stregua di ospedali e strutture sanitarie private la cui utilità pubblica, però, non viene altrettanto messa in discussione.
Servizio pubblico che, tuttavia, rischia di essere ostacolato, come sostenuto da Suor Anna Monia Alfieri, Legale rappresentante dell’Istituto di Cultura e di Lingue Marcelline:
Il mondo della scuola italiana vale nel momento in cui esiste il pluralismo educativo: scuole statali e scuole paritarie. Il condizionamento economico però limita la libertà educativa prevista dall’articolo 33 della Costituzione, per cui la scuola non diviene più ascensore sociale, ma, al contrario, rischia di rafforzare le disparità già presenti.
I dati presentati da Alfieri mostrano uno scenario preoccupante per la scuola italiana, caratterizzato da una forte dispersione scolastica e dalla crescita dei Neet, in particolare nel Sud Italia. Per rispondere a queste urgenze, secondo Alfieri, lo Stato deve offrire un sostegno concreto alla scuola paritaria:
Un vero pluralismo educativo consentirebbe di investire meglio le risorse e innescare una sana competizione tra scuole statali e paritarie, garantendo, dunque, maggior qualità all’intero sistema scolastico italiano.
Mons. Claudio Giuliodori, Presidente della Commissione Episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università, ha esposto il punto di vista delle scuole cattoliche:
L’applicazione parziale della legge sulla paritarietà [L. 10 marzo 2000, n.62] ha sancito un venir meno del contributo delle scuole paritarie che ha portato alla riduzione di quasi il 40% di questi istituti. La comunità ecclesiale si è molto spesa per sostenere le scuole paritarie, soprattutto grazie alle Congregazioni religiose, ma è giunto il momento di ripensare complessivamente l’impegno educativo della Chiesa all’interno di una collaborazione costruttiva ed efficace con la società civile e le istituzioni governative.
Un ripensamento che deve partire anche da una seria riorganizzazione, come ha precisato il prof. Andrea Perrone, Ordinario di Diritto commerciale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore del CESEN:
Per previsione generale del codice civile, tutte le imprese debbono dotarsi di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati rispetto all’attività svolta. Per le scuole paritarie, è un passaggio che può essere delicato dal punto di vista culturale: investire sulla qualità dell’organizzazione può sembrare meno immediato che investire sulla qualità dell’educazione. Ma è un passaggio delicato anche dal punto di vista operativo: essere bene organizzate costa ed occorre, pertanto, che la legislazione promozionale metta tutti nelle condizioni di poter sostenere i costi necessari.
Un appello accolto dal Ministro Valditara che, in questa sede, ha annunciato la decisione del Governo di destinare alle scuole paritarie un riparto delle risorse del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) del valore di 150 milioni di euro e di estendere anche a questi soggetti la possibilità di accedere ai fondi destinati al settore scolastico agli studenti con disabilità pari a 110 milioni di euro, nonché alle risorse previste per l’innovazione tecnologica, il miglioramento delle competenze e l’estensione del tempo pieno.
Un altro importante annuncio ha riguardato l’equiparazione tra docenti che ora possono abilitarsi anche presso le scuole paritarie, alle quali viene garantita una proroga di tre anni per mettersi in regola ed adeguarsi ai requisiti richiesti. Anche questo passo, ha affermato Valditara, riflette la volontà di investire ed avere fiducia nel futuro delle scuole paritarie.
In chiusura, il Ministro ha sottolineato la necessità di una “scuola costituzionale a 360 gradi”:
L’articolo 30 della Costituzione parla del diritto dei genitori di istruire ed educare, lo Stato mette dunque a disposizione l’istruzione pubblica che, come insegna la Legge, è istruzione statale e istruzione paritaria. Da qui capiamo che è importante il sistema integrato: un sistema che valorizzi tutti i componenti in gioco, realtà statali e non profit, e fornisca a tutti le stesse prospettive, a patto che siano realtà certificate e di qualità.
Rassegna Stampa
- Sostenere la scuola paritaria per un vero pluralismo educativo – ALTIS
- Paritarie e statali insieme per la qualità della scuola – Secondo Tempo
- L’annuncio. Scuola, 110 milioni in più per le paritarie (70 per la disabilità) – Avvenire
- Paritarie, Valditara: “Miriamo a istruzione personalizzata. Con una parità totale tra insegnanti delle statali e delle paritarie” – Tuttoscuola






